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martedì 12 maggio 2015

Recensione: "Le stanze buie" di Francesca Diotallevi

Buon pomeriggio, cari lettori! ^^
La recensione di oggi è stata un po' sofferta, nel senso che mi ci è voluto del tempo per scriverla. Ho avuto bisogno di raccogliere al meglio le idee e di riprendermi da quella che è stata una delle letture migliori di sempre. Me lo aspettavo? Decisamente, considerando quante recensioni entusiastiche avevo letto sul romanzo. Ecco perché volevo leggerlo per forza anch'io, ed ecco perché, alla fine, ho deciso di iscrivermi alla catena di lettura su Anobii e attendere l'arrivo di questo prezioso tesoro. "Le stanze buie" di Francesca Diotallevi è davvero un tesoro, credetemi. Fatico a credere che sia un'opera d'esordio, eppure è così. Questo romanzo mi è talmente rimasto dentro, che avrei voglia di ricominciare a leggerlo e, visto quanto è bello, non posso che  consigliarvelo. 
Ringrazio Francesca Diotallevi per la sua disponibilità e per avermi dato la possibilità di leggere il suo meraviglioso romanzo.

Le stanze buie
di Francesca Diotallevi


Prezzo: 22,00 euro
Pagine: 400
Genere: mistery, romance
Editore: Mursia Editore



Torino 1864. Un impeccabile maggiordomo di città viene catapultato nelle Langhe: per volere testamentario di un lontano zio, suo protettore, dovrà occuparsi della servitù nella villa dei conti Flores. Il protagonista si scontra così con il mondo provinciale, completamente diverso da quello dorato e sfavillante dell'alta società torinese, e con le abitudini dei nuovi padroni e dei loro dipendenti. Nella casa ci sono un conte burbero, una donna eccentrica e anti-conformista, ma anche sola e infelice, un cameriere dalla doppia faccia e una vecchia che sa molte cose, ma soprattutto c'è una stanza chiusa da anni nella quale non si può assolutamente entrare. A partire da questo e da altri misteri il maggiordomo si troverà, suo malgrado, a scavare nel passato della famiglia per scoprire segreti inconfessati celati da molto tempo e destinati a cambiare per sempre la sua vita

<<Ma la vita spesso segue vie inaspettate e il destino ha progetti inspiegabili per gli uomini. Avevo sempre creduto, a ragion veduta, che ognuno in fondo ha ciò che si merita, nulla di più, nulla di meno.>>

Leggere Le stanze buie è stata l'esperienza più gratificante degli ultimi tempi. Il pensiero di dedicarmi a questa lettura mi ha perseguitata per lungo tempo e ogni volta che saltava fuori una nuova recensione il mio desiderio aumentava. Finché un giorno, parlando con l'autrice, non ho scoperto della catena di lettura su Anobii, organizzata proprio da lei che, consapevole del prezzo eccessivo del romanzo, ha deciso in questo modo di andare incontro ai lettori. Ho dovuto aspettare diversi mesi, prima che mi arrivasse la copia, lo devo ammettere, ma posso dire che l'attesa non è stata vana. Ho avuto l'onore di leggere uno dei libri più belli mai scritti. Francesca Diotallevi è un'autrice giovane, ma ha dalla sua un talento impressionante, che mi ha portata a leggere il romanzo con foga e devozione. Non capita tutti i giorni di avere tra le mani un libro del genere, credetemi, e sono certa che l'autrice farà un sacco di strada. Quello che mi ha colpita maggiormente del romanzo è stato proprio lo stile della Diotallevi, che mi ha proprio spiazzata, uno stile ricco, elegante, senza sbavature. Anche la trama, per quanto complessa, è gestita in maniera sapiente, con un ritmo via via più concitato, tale da impedire al lettore di staccare gli occhi dalle pagine. Ciò che rende il romanzo veramente unico è il suo mistero, un mistero che inizia nel momento stesso in cui si apre il prologo, con un uomo anziano che acquista all'asta di mobili di una vecchia casa stregata un carillon a cui sembra tenere particolarmente, fino all'ultima pagina, in cui quello stesso uomo sembra aver trovato ciò che non pensava nemmeno di cercare. Non avrei mai creduto di riuscire ad affezionarmi tanto a un libro, ma questo mi ha davvero colto alla sprovvista. Mi sono ritrovata a leggere più di metà libro nel giro di un paio d'ore e, dopo averlo finito, non riuscivo a capacitarmi di come ci fossi riuscita, visto che non leggo mai tanto velocemente. Ma la storia, a dir poco affascinante e sublime, mi ha rapita, è questo il vero motivo!
Il protagonista è Vittorio Fubini che, alla morte dello zio, subentra come maggiordomo nella casa in cui lavorava lui, secondo il volere messo per iscritto nel suo testamento. Vittorio lascia, così, la caotica, raffinata, sfavillante Torino, per trasferirsi in un paesino di campagna, in una villa che, sin da subito, gli si presenterà in tutto il suo inquietante splendore. Vittorio è un uomo intelligente, accorto, educato. I suoi modi sono sempre impeccabili e ne denotano la sua perfetta conoscenza dell'etichetta, il suo senso del decoro, la sua precisione. E' un uomo metodico, che tende a non trascurare alcun dettaglio. Il dovere per lui viene prima di ogni altra cosa, non si concede mai distrazioni, né ha mai ceduto ai sentimentalismi. Questa sua freddezza non fa che contribuire ad accrescere la sua solitudine. Eppure, lui ci sta bene nella solitudine, è una realtà che gli appartiene nel profondo, il suo muro di confortante sicurezza, un muro che per nessuna ragione al mondo intende abbattere. L'esperienza lavorativa in casa Flores, però, cambierà per sempre ogni sua convinzione, cambierà persino il suo modo di essere. Vittorio non sa cosa lo aspetti in questo luogo, dove lo accoglie una servitù che sembra nascondere mille segreti, un padrone apparentemente cordiale ma autoritario e una padrona di casa che pare non avere alcun riguardo per il decoro e i suoi doveri. E' una donna giovane, molto più giovane del marito, e se ne va in giro con la sua aura di tristezza addosso, come fosse un cappotto di cui non riesce a fare a meno. La figlia, la piccola Nora, è ciò a cui tiene di più, ed è sempre pronta a proteggerla e a difenderla, perché sembra che uno dei segreti della casa riguardi proprio quella bambina. Vittorio, dal canto suo, non intende indagare su nulla, non gli interessano i segreti, non crede né alle voci di fantasmi né a nient'altro di cui si vocifera tra quelle mura. Lui è un uomo tutto d'un pezzo, un uomo per il quale esiste solo il lavoro e il dovere.
Ma quando, un giorno, giunge tra le sue mani una misteriosa chiave che pare apra una porta tenuta perennemente chiusa, qualcosa inizia a smuoversi in lui: il seme della curiosità. Perché lo zio gli ha lasciato quella chiave in eredità? Cosa vuole che scopra? E poi c'è lei, Lucilla Flores, che non vuol saperne di essere una devota moglie, ma che sa essere una perfetta madre e che, con la sua ostinazione, riuscirà, in qualche modo, a scalfire la dura corazza dell'imperterrito Vittorio. Lucilla è dotata di spirito libero, sebbene il marito la tenga segregata come un uccellino in una gabbia. In Vittorio vede l'uomo buono che c'è oltre l'apparenza, sente di potersi fidare di lui e si aggrappa come può a quella strana sensazione, che la porterà a fare di lui il suo complice, il suo confidente. Lucilla ha tutto ciò che Vittorio dovrebbe disprezzare, mancanza di decoro, una fievole intraprendenza che non collima con la sua rispettabile posizione e un'inspiegabile capacità a far tentennare tutto il suo ferreo autocontrollo. Eppure, ogni momento che passa in sua compagnia, sente che lo cambia nel profondo, sente smuoversi qualcosa che non riesce a definire, a cui non riesce nemmeno a pensare. E' come se Lucilla lo stesse incantando, con i suoi timidi sorrisi, con la sua gentilezza, con i suoi modi aggraziati, con il suo profumo intenso, con le sue parole. Lei lo tratta come un suo pari, non come un sottoposto, e questo lo scombussola totalmente. Quella donna piano piano riuscirà ad avvicinarsi al suo cuore di ghiaccio, a fargli vivere la vita come andrebbe vissuta, a fargli comprendere quali sono le cose importanti, quelle per cui lottare. E proprio Vittorio, un uomo dal quale in un primo momento non vi aspettereste grandi azioni o sacrifici, si rivelerà un personaggio meraviglioso, un personaggio che affronterà una grande trasformazione, che da semplice maggiordomo diventerà qualcosa di più, una sorta di eroe. Un uomo con dei sentimenti, con un cuore che batte, un uomo capace di lottare per degli ideali, o semplicemente per amore. Perché proprio l'amore, quello che lui si è sempre negato, quello che mai ha desiderato, che mai ha cercato, scoprirà essere il vero motore della vita e dell'animo umano, persino del suo.
Ma quello di cui vi ho parlato finora non è che un aspetto del romanzo - quello di cui non riesco mai a fare a meno - il lato romantico, che l'autrice ha trattato egregiamente, regalandoci una storia d'amore che si sviluppa poco alla volta, una storia quasi impossibile, anche un po' tormentata, e capace di far sospirare davvero! *-* Una storia vagamente alla Jane Eyre, che mi ha fatto battere il cuore e trepidare! Non nego che, molto probabilmente, la storia d'amore presente in questo libro è la più bella che abbia mai letto, e non lo dico tanto per dire. L'ho trovata veramente magnifica, tenera, perfetta nonostante tutti gli impedimenti di mezzo. Anche commovente. Terribilmente commovente, ma di questo non vi rivelerò nulla...
Un altro aspetto fondamentale del romanzo è il lato mistery della storia, che si mescola anche a un po' di sovrannaturale. Anche queste caratteristiche le ho trovate molto eccitanti e hanno sicuramente contribuito a farmi divorare il romanzo. Non mancano i colpi di scena che, insieme ad una trama molto dettagliata e intrigante, e ad una splendida caratterizzazione dei personaggi, hanno fatto di questo romanzo qualcosa di insuperabile. Così come la descrizione di una realtà, quella in cui vive Vittorio da tutta una vita, che, vista da vicino, tramite i suoi occhi, ci fa pienamente sentire parte di quel mondo. Ma è un mondo che sfuma e si fa meno rigido, di fronte alla presenza della deliziosa Lucilla Flores, la quale con la servitù ha un rapporto che supera la differenza sociale. L'autrice mette a confronto due mondi lontani, che vedono, però, come unica vincitrice, la libertà. Per quanto riguarda il resto del romanzo, devo dire che, fino alla fine, non sono riuscita a decifrare il mistero che si celava dietro le pagine, finché non è stata l'autrice stessa a rivelarlo. E, di sicuro, non mi aspettavo nemmeno certe pieghe che ha preso la storia, risvolti più o meno piacevoli, che mi hanno sconvolta ma che mi hanno comunque fatto amare il romanzo alla follia. Non c'è stato un aspetto o una parola o un personaggio che non abbia apprezzato. C'è una cura scrupolosa in ogni dettaglio del romanzo, impossibile non notarlo e non restarne colpiti! Le stanze buie mi ha totalmente conquistata. E pensare che si tratta anche di un genere che praticamente non leggo mai. Questo libro andrebbe letto da tutti, per la sua bellezza, per la bravura della Diotallevi di esprimere con le sue parole tanti sentimenti, forti, teneri, estremi, per il piacere di leggere qualcosa di unico, di esaltante, di inaspettato, di orgogliosamente perfetto, una straordinaria opera d'esordio Made in Italy. Mistero e romanticismo si mescolano in questa storia ambientata nel fine Ottocento italiano, tra le mura polverose di un'antica casa in cui si dipanano tante situazioni, che vi daranno conferma di quanto sia piacevole essere un lettore quando tra le mani ti ritrovi un libro del genere.

Voto: 5 tazzine piene, alle quali ne aggiungerei altre 5! Le stanze buie è uno splendido capolavoro di una bravissima autrice italiana, della quale non vedo l'ora di leggere qualcos'altro!


A presto!
xoxo



8 commenti:

  1. (mi sembra di "stalkerare"il tuo blog! XD) Comunque... che recensione!! Stupenda... si percepisce dalle tue parole quanto il libro ti sia piaciuto e di certo il tuo entusiasmo è contagioso. Non conoscevo questo romanzo, ma ha tutti quegli elementi che adoro nei romanzi... in particolare l'ambientazione ottocentesca e tutto quel codice di "buone maniere" che essa comporta. Spero proprio di leggerlo prima o poi !

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    1. Ahahah Lily, lo stalkeraggio è reciproco, sappilo! :P Cmq l'ambientazione è veramente bella, e poi proprio quel codice di buone maniere è qualcosa di fantastico, proprio perché il protagonista ci tiene particolarmente, ma "qualcuno" sconvolgerà tutto ciò in cui ha sempre creduto fermamente!

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  2. Non si può resistere a tutto questo entusiasmo!

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    1. Michela mi è piaciuto talmente tanto che lo acquisterò presto! Ho già voglia di rileggerlo, ma la catena doveva andare avanti...

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  3. Anch'io ho amato questo libro. Pensa che sono "votata" al digitale, ma questo l'ho dovuto prendere in cartaceo. E ne è valsa la pena. Bellissimo.

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    1. Sì, è bellissimo, sono certamente soldi ben spesi. Anch'io lo prenderò! ;)

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  4. wow, lo terrò sicuramente presente. Peccato non trovare l'ebook

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    1. Eh no, purtroppo non c'è una versione digitale del libro, bisogna comprare per forza il cartaceo. Fortuna che su Amazon c'è sempre il 15% di sconto! ;)

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