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venerdì 6 settembre 2013

Recensione: "Il segno del destino" di Robin LaFevers

Salve caffeinomani!
Pian piano sto cercando di postare tutte le recensioni delle mie letture estive e oggi ho deciso di parlarvi di un romanzo davvero carino e piacevole, che mi ha ricordato un po' "Il dardo e la rosa" di Jacqueline Carey e un po' "Il trono di ghiaccio" di Sarah J. Maas, anche se possiede molto meno "appeal" di questi...

Il segno del destino
di Robin LaFevres


Titolo originale: Grave Mercy
Serie: His Fair Assassin #1
Prezzo: 12,00 euro
Pagine: 453
Editore: Fanucci (collana Teens International)

Il destino di Ismae è stato scritto ben prima che lei nascesse: la Morte l'ha segnata con una cicatrice, ma questo marchio funesto si rivelerà invece la sua strada per la salvezza. Sarà proprio quella cicatrice a farla ripudiare dal marito, un uomo violento che è stata costretta a sposare. La mano della Morte continua a guidare la ragazza, che fugge da tutto per cercare riparo nel convento di Saint Mortain, dove alcune suore osservano ancora gli antichi riti tradizionali. Qui viene trasformata in una perfetta assassina; silenziosa, seduttiva e letale, un'ancella della Morte. Presto, Ismae viene inviata alla corte di Bretagna per fare luce sugli intrighi che mettono in pericolo non solo il regno, ma anche la vita della giovane duchessa Anne. Per riuscire nell'impresa, dovrà fare appello a tutto ciò che ha imparato nel convento. Peccato che non le abbiano insegnato come tenere a bada i moti del cuore, e Ismae si ritrova lacerata tra il dovere e l'amore che preme nel suo cuore.




"Ho una macchia rosso scuro che mi scende dalla spalla sinistra giù fino al fianco destro, una traccia del veleno della fattucchiera che mia madre prese per cercare di abortire quando era incinta di me. Il fatto che sia sopravvissuta, secondo la fattucchiera, non è un miracolo, ma il segno che sono stata generata dal dio della morte in persona."

Sono stata davvero entusiasta quando ho scoperto che Grave Mercy sarebbe giunto in Italia, dato che ero rimasta assolutamente affascinata dalla sua trama e dalla sua ambientazione. Leggendolo non mi sono ricreduta, anzi mi sono immersa completamente in un'atmosfera sofisticata, affascinante e originale, in cui il destino di una giovane ragazza è segnato da sempre dal tocco della Morte.
Ismae porta su di sé un marchio indelebile, una cicatrice sul suo corpo che spaventa l'uomo che è stata costretta a sposare, un uomo violento e rozzo che la ripudia senza ripensamenti. La giovane finisce così col trovare rifugio nel convento di Saint Mortain, un luogo che nasconde molti segreti e che sarà per Ismae una nuova e accogliente casa. Qui verrà istruita su quali siano i doveri di un'ancella della Morte (ciò che lei è), le verrà insegnata l'arte della seduzione, ma anche quella della morte, interpretando sempre i segni del santo Mortain che la guiderà in tutte le sue mosse. Una volta che la sua formazione sarà ritenuta adeguata, Ismae verrà inviata per delle missioni fuori dal convento. Una di queste la  porterà in Bretagna, scortata dal fratello della giovane duchessa Anne, che il convento è chiamato a difendere da coloro che vogliono tradirla, usandola per i propri interessi.
Non si può dire che Ismae non sia abituata alla vicinanza di un uomo, ciò che fa l'ha portata spesso a contatto con loro (anche se non sempre è stato per incontri piacevoli, ma solo per togliere loro la vita, secondo la volontà di Mortain). Eppure, sembra che Duval abbia su di lei uno strano effetto... Tutto ciò che le provoca, però - sentimenti incontrollabili e inaspettati,  brividi ad ogni suo tocco o ad ogni sguardo - sono cose che un'assassina come Ismae deve tenere a bada. Il suo primo dovere è assolvere i suoi compiti, quelli che le sono stati imposti dalla badessa del convento e ai quali non può sottrarsi. Duval, poi, non è esattamente un tipo affidabile - secondo Ismae - e lei dovrà costantemente tenerlo d'occhio, per paura che da un momento all'altro possa tradirla. Ma a corte c'è qualcun altro che trama alle spalle di Anne, Duval sarà solo il primo dei tanti intriganti misteri che la ragazza dovrà svelare...
Sono innamorata da sempre dei fantasy storici e questo romanzo è un buon fantasy storico, con l'unica pecca di essere un po' troppo lento. Molti minuziosi dettagli, se fossero stati evitati, avrebbero reso la lettura del libro molto più scorrevole e coinvolgente, invece non sono mai riuscita a sentirmi presa in maniera spasmodica dai due protagonisti della storia, anche se mi sono piaciuti tantissimo e ho apprezzato quasi tutte le sfumature delle loro personalità. Sono dei personaggi che hanno molto da dire e che, secondo me, non hanno detto tutto in questo primo romanzo della serie della LeFevers. Duval, per esempio, per gran parte del romanzo mi è sembrato ambiguo e indecifrabile, ma pian piano ho scoperto che è un personaggio dall'indole coraggiosa e nobile, un uomo disposto al sacrificio pur di salvaguardare la vita di chi ama, un uomo così fiero e sincero che non ho potuto fare a meno di trovare meraviglioso. Ismae è stata, invece, un po' più difficile da interpretare. Di solito mi trovo molto in sintonia con le protagoniste femminili narranti di un romanzo, riescono sempre a coinvolgermi pienamente nella storia e farmi fare il tifo per loro. Benché l'abbia trovata un personaggio con un carattere deciso e ardito - almeno per quanto riguarda la sua missione - lo stesso non si può dire per la storia con Duval. I suoi continui cambi di umore nei confronti dell'uomo mi hanno parecchio innervosita, fino alla fine mai convinta se fidarsi di lui o meno. Insomma, dopo tutto quello che il povero Duval subisce, lei ha ancora dubbi!?!? Alla fine, fortunatamente, esce fuori un lato di lei che riesce a sorprendere davvero, un lato che avrei voluto riscontrare prima, perché l'Ismae ribelle è molto meglio dell'Ismae ubbidiente. Non mi sento di dare il massimo dei voti a questo romanzo per via di tutti questi motivi e anche perché quando inizio a desiderare che un libro giunga alla fine non è un buon segno. Qualche pagina in meno avrebbe potuto dare al romanzo un ritmo molto più gradevole, invece è davvero troppo lungo e lento, anche se si legge senza annoiarsi, presi dagli intrighi di corte, dalla missione di Ismae di scoprire chi tradisce la duchessa e dalla relazione complessa tra Ismae e Duval che vi terrà col fiato sospeso!
L'ambientazione è davvero bella, siamo in un epoca quattrocentesca che però ricorda molto - per la bellezza dei luoghi, dei castelli incantevoli, delle leggende sussurrate - una molto più antica, quasi fiabesca. Non si può negare che Il segno del destino non sia una storia affascinante, perché lo è moltissimo, solo che, a mio parere, il suo potenziale poteva essere reso ancora meglio.
Se avete voglia di leggere di un'eroina combattuta, addestrata a uccidere in migliaia di modi, esperta in veleni e armi di ogni tipo, ma fondamentalmente di un personaggio diviso tra amore e dovere, tra terribili responsabilità e struggente tenerezza mai provata, allora vi consiglio di leggere questo romanzo, di godervelo senza fretta (anche perché è più lungo di quello che sembra) e di farlo davanti ad una bella tazza di cioccolata calda, durante le giornate fresche in arrivo...
Per quanto riguarda la cover, inutile negarvi che quella originale è di una bellezza unica, niente a che vedere con quella italiana che non rende adeguatamente il succo della storia. Comunque molto più carina di altre, sicuramente.
Aspetterò con ansia di leggere Dark Triumph, anche se so che i protagonisti non saranno più Ismae e Duval, ma sarà Sybella, un'altra ancella della morte del convento di Saint Mortain. Sono contenta che però Il segno del destino sia stato un romanzo autococlusivo, il finale, tra l'altro, è proprio ben riuscito e l'ho letto tutto d'un fiato!

"Per quanto sia figlia della Morte e cammini nelle sue ombre oscure, qualche volta posso immergermi nella luce."

Voto: 4 tazzine! Bello, ma troppo lento in alcuni punti...







4 commenti:

  1. Ok, altro libro in wishlist!
    Ho riletto la trama di questo libro molte volte e non ero mai del tutto convinta..dopo questa recensione merita di essere letto!

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    1. Grazie :D Poi fammi sapere come lo trovi, se lo leggerai! ;)

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  2. Ho sullo scaffale il libro ma la mia paura era esattamente quella che hai indicato tu: che fosse lento. Però, mi sembra di capire che la storia merita e mi sa che lo leggerò presto!
    :-)

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    1. Sì, a parte la lentezza però a me è piaciuto molto... Un po' come La corsa delle onde, anche quello era lentissimo, eppure poi l'ho adorato! Se la storia è bella e intrigante merita di essere letta, e questa lo è ;)

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