Recensioni

martedì 2 ottobre 2012

Recensione: "La Corsa delle Onde" di Maggie Stiefvater


La Corsa delle Onde è un romanzo che non si apprezza nell'immediato, ma col senno di poi se ne scopre la bellezza. Eccovi la mia personale opinione...

La Corsa delle Onde
di Maggie Stiefvater



Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 450
Editore: Rizzoli


Succede ogni autunno, sull'isola di Thisby. Dalle gelide acque dell'oceano si spingono a riva i cavalli d'acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gare si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Sean Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest'anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.

"E' il primo giorno di novembre e quindi, oggi, qualcuno morirà".

Inizia così "La Corsa delle Onde", il nuovo romanzo della Rizzoli, scritto da un'autrice YA molto amata, Maggie Stiefvater. Dopo la trilogia dei lupi di Mercy Falls, la Stiefvater si lancia nella creazione di una storia che ha dell'incredibile e parla di cavalli assassini.
Avete capito bene: cavalli assassini!

L'isola di Thisby è un luogo unico, quasi magico, in cui gli abitanti godono di uno splendido connubio tra terra e mare. Con l'arrivo dell'autunno, però, proprio da quelle amate acque vengono fuori i capaille uisce, dei mostruosi, famelici cavalli. Sono creature feroci, selvagge, difficili da domare, eppure gli abitanti ne sono talmente attratti e affascinati che hanno istituito una gara, la Corsa dello Scorpione, in cui i più ardimentosi cavalieri si sfidano in sella a queste creature del mare (a loro rischio e pericolo).
Questo, fondamentalmente, il nocciolo della storia, attorno il quale si compiono le azioni dei protagonisti, dai principali, ai secondari, che l'autrice non disdegna di descrivere con minuzia.

Devo confessare che un'opinione veramente positiva del romanzo me la sono fatta soltanto arrivata alla fine. Quello che per gran parte del romanzo non comprendevo, era perché l'autrice si perdesse in descrizioni inutili, in dettagli ripetitivi e lontani dall'elemento più interessante della storia, facendomi crogiolare nella noia. Poi ho capito ciò che voleva fare: Maggie Stiefvater non ha solamente creato una storia, La Corsa delle Onde è tutto un mondo, ampio, completo e rifinito, costruito a partire da fondamenta solide, per arrivare a rappresentare un gran bel lavoro finale. Uno YA diverso, fatto di elementi nuovi, inseriti in un contesto comune, un insieme di emozioni tenute a bada, nell'attesa di essere "sguinzagliate" al momento giusto. Seppur frustrante, dovrete tenerlo presente, quando deciderete di leggere questo libro.
Certo, lo stile è quello che è, ma non si può pretendere troppo no? Non ho riconosciuto la Stiefvater di Shiver, con lo stile poetico e dolcissimo a trainare l'amore dei protagonisti, ma una più intenta a dare credibilità alla leggenda narrata che all'aspetto romantico della vicenda.

Kate Connolly - detta Puck - e Sean Kendrick sono i due protagonisti del romanzo, i cui punti di vista si alternano nel narrare le proprie vicende e quelle degli altri abitanti di Thisby, nell'attesa dell'evento più importante dell'isola. Un evento che attira ogni anno un sacco di turisti e che, nonostante le perdite consistenti di vite umane, non diminuisce mai d'attenzioni.

Puck ha perso i genitori in un incidente in barca, causato dai capaille uisce, e vive insieme al fratello maggiore Gabe e al minore Finn. Fanno sacrifici per tirare avanti, ma Gabe, un giorno, confessa il desiderio di voler partire, lasciare l'isola e cercare lavoro altrove. Per Puck è un duro colpo. Lei ama Thisby e non capisce come mai non sia lo stesso per il fratello, ma se lui partirà, lei e Finn non avranno abbastanza soldi per mantenere la casa. E' così che a Puck viene in mente di partecipare alla gara. All'inizio è un po' una provocazione per lei. Spera che il fratello, di fronte a quella scelta folle, cambi idea, ma lui non fa nulla per fermarla e lei sarà costretta ad andare fino in fondo.

Sean Kendrick lavora alla scuderia Malvern. Benjamin Malvern è un ricco possidente che in Sean ha trovato una miniera d'oro! Infatti, non solo il ragazzo per ben quattro anni consecutivi ha vinto la Corsa dello Scorpione, ma è persino il maggior esperto di capaille uisce dell'isola. Eppure, nonostante il potenziale che ha Sean, lui non riesce a ribellarsi al suo padrone, è tenuto "in trappola" e le sue azioni sono parecchio limitate.

Puck e Sean sono due personaggi incredibili. Ho faticato ad entrare in sintonia con loro, con le loro forti personalità, così sicure di sè e "selvagge" quanto i cavalli stessi. Apparentemente tanto diversi, ma profondamente uguali. Con lo stesso amore per il mare, per i cavalli, con la stessa passione e coraggio che scorre nelle vene.

Puck si presenta alle iscrizioni per la gara e getta subito la cittadina nell'agitazione. Non era mai successo che una donna gareggiasse nella Corsa dello Scorpione, tanto meno con... un normale cavallo! Sì, perché è con la sua Dove che Puck intende correre, disgustata dall'idea di cavalcare dei mostri quali sono i capaille uisce. Non sarà facile per lei far accettare l'idea agli altri cavalieri, a tutti gli abitanti, nessuno la vuole sulla spiaggia quel giorno e tenteranno in ogni modo di dissuaderla. Ma lei è fin troppo caparbia per lasciarsi convincere a rinunciare. Ormai è in ballo e vuole ballare...

Irrimediabilmente, saranno scintille con Sean. Lui che tiene così tanto a quella gara, soprattutto quest'anno che, per lui, c'è in palio molto più di una somma di denaro, farà la sua parte nel tentare di farle capire il rischio che corre a gareggiare con una normalissima cavalla isolana, inadatta di fronte alla potenza, alla stazza, alla ferocia dei capaille uisce, che di entrambe farebbero un solo boccone. Testardamente (o stupidamente?) Puck non si lascia spaventare e sfida Sean, dimostrando il suo valore, ma soprattutto quello di Dove.

La storia è molto bella, fondamentalmente. Adesso, nel parlarvene, mi rendo conto di quanto risulti interessante, originale ed emozionante. Quello che non ho apprezzato è stata la lentezza con la quale procede, tanto da farmi faticare ad andare avanti, se non fosse stato proprio per la trama succulenta. L'autrice descrive ogni personaggio come in un film e narra nel dettaglio ogni loro azione, appesantendo un romanzo che, se fosse stato un tantino più scorrevole, avrei reputato un lavoro encomiabile.

La caratterizzazione di Puck e Sean, il loro rapporto di odio-attrazione, la loro lotta per qualcosa di quasi impossibile da ottenere, mi ha lasciata senza parole. Si sviluppa lentamente, è vero, ma quando si scopre questa carta in comune ti lascia spiazzato e ti fa ammirare la lenta evoluzione con cui è maturato il tutto.
Non troverete una storia d'amore travolgente a darvi i brividi, ma piccoli brividi che vi travolgeranno inaspettatamente.
Verrete ammaliati da quest'isola magica, dalle sue creature, dalle sue tradizioni.

Vi innamorerete dei tempestosi caratteri di Puck e Sean e del coraggio delle loro cavalcature.
Dove, una cavalla piccola e insignificante in confronto ai capaille uisce, ma intrepida e disposta a soddisfare il desiderio di vittoria della sua padrona. E Corr, un capaille uisce a tutti gli effetti, focoso, veloce e fedele come pochi, che con Sean instaurerà un rapporto ineguagliabile, tanto da diventare una cosa sola con lui.

Sia Puck che Sean corrono per un motivo importante. Puck per salvare la casa, Sean per poter comprare Corr e prendersi la sua libertà da Malvern.

Ma soltanto uno potrà vincere!

Quando si saranno affezionati uno all'altra, quando le loro ragioni per vincere diventeranno più chiare, sarà difficile anche per il lettore tifare per uno solo.
Senza rendersene conto, si va verso il finale in una corsa mozzafiato, come in sella ad uno dei capaille uisce del romanzo. Si smorzano noia e lentezza e si legge con bramosia ciò che si aspettava dall'apertura del libro: la Corsa dello Scorpione.

Sembra di sentirli davvero i tamburini dello scorpione, gli zoccoli della corsa disperata e frenetica, i battiti del cuore che accelerano, il sangue che pompa a mille.

La Corsa sarà massacrante e devastante, soprattutto perché ci sono gli interessi di altri personaggi da non sottovalutare. Primo fra tutti, il figlio di Malvern, Mutt, in groppa ad una capaille uisce terrificante e pericolosissima, e con in mente un solo pensiero: distruggere Sean Kendrick, il suo rivale personale.

Come finirà?
Beh, non vi resta che leggerlo per scoprirlo. Spero di avervi offerto lo stimolo giusto per farlo;) Il finale è davvero commovente come pochi, vale leggere l'intero romanzo anche solo per quello...

Voto: 7.5/10

A presto!



12 commenti:

  1. Ho voglia di leggerlo!!! Ma commovente in senso buono? Non è che alla fine mi ritrovo in una valle di lacrime, vero?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tranquilla, in senso buono!:) Una scena bellissima, niente di tragico...
      Spero tu possa leggerlo, poi naturalmente fammi sapere come l'hai trovato!;)

      Elimina
  2. Lo stimolo giusto è arrivato eccome! M’incuriosisce molto la trama e poi conosco la Stiefvater e sono molto fiduciosa su questo libro. Dopo aver letto la tua recensione se prima avevo alcuni piccoli dubbi adesso non ne ho più, devo assolutamente leggerlo :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qui troverai un'altra Stiefvater, come ho scritto nella recensione, ma riguardo la fiducia in un buon prodotto quella è riposta bene;) Peccato per la traduzione, ci sono un po' di errorini qua e là... ma dove nn ci sono!

      Anche tu, poi, fammi sapere se lo leggi e che ne pensi!
      A presto!

      Elimina
  3. mi ricorda qualcosa di hunger games o sbaglio?
    apprezzo i romanzi molto descrittivi di personaggi e paesaggi!
    non avevo mai sentito parlare di questi cavalli assassini che escono dal mare... ma è un archetipo delle parti della Stiefvater?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hunger Games?? Mmm... no, no, non credo proprio... E' tutto un altro genere di storia, nonostante per come l'ho raccontata può sembrare simile.. Cmq neanche io avevo mai sentito di queste creature, si tratta di una vera e propria leggenda di cui ha scoperto l'autrice e alla quale si è ispirata...

      Elimina
  4. Hai fatto una bella recensione :)
    Devo dire però che non mi ispira tantissimo :/
    Shiver mi piaceva abbastanza, ma la trama di questo qui con i cavalli assassini... boh XD non penso faccia per me!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più che altro è la sua lentezza iniziale a destabilizzare il lettore e naturalmente la novità dell'argomento, questi cavalli assassini che mangiano carne (anche umana) fanno abbastanza ribrezzo... Ti assicuro che però, in generale, la trama è molto bella:)
      Grazie denise per aver apprezzato la recensione!Un bacio...

      Elimina
  5. Spero di leggerlo presto. *O*
    Ho visto in libreria che è bello grande. Spero mi piaccia come la saga dei lupi di Mercy Fall (perchè l'altra sulle fate non mi è piaciuta granchè). ^^"
    Bella recensione come sempre. :3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Veronica^_^
      Sì, è un bel malloppo e tra l'altro lentissimo all'inizio, però se lo leggerai sono curiosa di sapere la tua opinione;)

      A presto!

      Elimina
  6. aspettavo la tua recensione! :D ero indecisa se leggerlo o no e ora non ho più dubbi... si leggerà!! :D anche se confesso di essere rimasta (di nuovo -.-) un attimo "sconvolta" da questa frase:
    "E' il primo giorno di novembre e quindi, oggi, qualcuno morirà".
    ahahahah xD ogni volta che la leggo (mi è capitato di leggere la trama diverse volte) mi spiazza.. xD
    comunque.. complimenti per la tua recensione! :D molto coinvolgente.. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, quella frase è davvero d'effetto e nel corso del romanzo l'ho ritrovata ben due volte ed entrambe mi ha dato i brividi... Cmq grazie Laddy, spero ti possa piacere questo libro, aspetta naturalmente di essere arrivata alla fine per esprimere un giudizio, perché secondo me alla fine dà il meglio di sè, ma la storia è fantastica, è lo stile che lascia un po' a desiderare... Poi fammi sapere se lo leggi e cosa te ne pare:)
      A presto!

      Elimina

Commentare non costa nulla!:) Lascia pure il tuo commento, sarò felice di risponderti;)