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martedì 3 luglio 2012

Recensione: "Switched" di Amanda Hocking


Ho letto "Switched" di Amanda Hocking in pochissimo tempo. E' una lettura davvero veloce, ma ciò non è dovuto ad un ritmo spedito o ad una presa famelica sul lettore, bensì al fatto che lo stile dell'autrice è quanto mai semplice e banale...


Scheda tecnica
Titolo: Switched
Autore: Amanda Hocking
Prezzo: 12,00 euro 
Pagine: 279
Editore: Fazi (collana Lain)

Trama

Wendy Everly ha diciassette anni, capelli sempre arruffati e un carattere insolitamente difficile. Vive con il fratello e la zia in una piccola, noiosa cittadina di provincia. La madre è ricoverata in una clinica psichiatrica, da quando ha tentato di uccidere la figlia il giorno del suo sesto compleanno. E stato allora che Wendy le ha sentito pronunciare per la prima volta un'accusa terribile: di avere in qualche modo preso, alla nascita, il posto del suo vero figlio. Adesso le giornate di Wendy trascorrono pigre, tra un liceo dove non s'impara nulla di davvero eccitante e una vita sociale e familiare prevedibile e monotona, quando va bene. Condizionare le azioni altrui con la forza del pensiero potrebbe essere un modo per scacciare la noia, ed è proprio quel che le capita e che non sa spiegare. Uno strano potere che viene da lontano ma di cui lei non può ricordare l'origine. A offrirle una conturbante risposta sarà Finn, un affascinante ragazzo da poco in città che si manifesta una notte alla finestra della sua stanza. È infatti lui che le rivelerà la sua vera identità di change-ling e le dischiuderà le porte di un mondo attraente e sconosciuto, duro e sconvolgente, dove la magia è di casa. Un mondo percorso da insidie cui Wendy scopre dolorosamente di appartenere, e dove le è riservato un destino più grande di quanto lei possa immaginare.



Recensione

Sarà che esco da letture profonde e bellissime come "La chimera di Praga", "Muses", "Schegge di me" e "Il canto della rivolta", che "Switched" a confronto mi sembra insulso, ma non posso assolutamente esprimermi positivamente su un romanzo da cui mi aspettavo sinceramente faville. Elogiato dai più,  successone, caso editoriale  di self-publishing etc e poi? Tutto quello che ho trovato io è una storia che di originale ha solo la focalizzazione su una specie fino ad ora non trattata da nessuno, i Troll, che qui però vengono chiamati Trylle, per il resto non l'ho trovato un romanzo di grande spessore e il mondo descritto dall'autrice non è nemmeno tanto particolareggiato, è per lo più tratteggiato.

L'inizio mi aveva intrigato parecchio, devo ammettere, la madre che tenta di uccidere la figlia di sei anni perché è convinta che non sia sua figlia. Ti fa venir voglia sicuramente di saperne di più, ma poi, una volta lette le spiegazioni, il tutto sembra una serie di scuse buttate lì, per dare una parvenza di senso ad ogni cosa.

Wendy non è umana, appartiene al popolo dei Trylle, e viene a conoscenza di ciò grazie ad un misterioso ragazzo che incontra a scuola, Finn, il belloccio di turno, che praticamente le sta sempre intorno e la fissa come un idiota. Scoperta la novità, Wendy non si sorprende più di tanto, perché, guarda caso, lei se lo sentiva di essere diversa.  A parte il poter persuadere la gente col pensiero, però, io mi domando come possa sentirsi diversa una persona semplicemente avendo dei capelli impossibili o non riuscendo a tenere un paio di scarpe ai piedi! Mah...
Finn le dice che deve tornare nel suo regno, perché lei è una changeling, ovvero una Trylle che è stata scambiata con un bambino umano e, senza capirne bene il senso, Wendy accetta. Tutto pur di seguire il belloccio...
Abbandona il fratello e la zia, che l'hanno cresciuta con tanto amore, senza preoccuparsi di dar loro una spiegazione valida, e parte alla volta di Forening, il regno dei Trylle.

Adesso voi vi aspetterete chissà che mondo fantastico, chissà che personaggi bizzarri, chissà che incanto.. e anch'io me l'aspettavo (soprattutto dopo aver letto qualcosa in giro sul romanzo, ovvero la RECENSIONE SU IBS, le ultime righe sono tutto un dire!). Invece c'è solo una dimora, simile a un grande palazzo, bello, lussuoso e tutto il resto, e poco importa se Finn aveva detto che i Trylle amavano particolarmente il contatto con la natura. In questo libro di natura non c'è neanche l'ombra. E la pelle verde che dovevano avere gli abitanti? La Hocking sembra ricordarsene a metà libro e la fa notare su un solo personaggio...

A Forening, Wendy scopre, dalla vera madre, di essere una principessa, perché lei, Elora, è la regina (Ma vaaaa!). In quanto tale deve "addestrarsi" - ebbene sì, viene usato proprio questo termine - ad essere una principessa adeguata, in vista di un ballo (tipo il ballo delle debuttanti) in cui si compirà il suo "battesimo".

Già da un pezzo avevo cominciato a storcere il muso ma arrivata a metà libro, ormai non c'è più niente che mi trattenga. E, nonostante mi convinca sempre di arrivare alla fine per esprimere un giudizio, nel caso di Switched ho intuito molto prima che non c'era più niente in grado di farmi cambiare l'opinione negativa che stava maturando dentro di me.

I personaggi sono trattati tutti sommariamente, persino la protagonista, della quale, se dovessi descriverla adesso potrei solo dirvi che è una viziata con dei capelli orrendi. Finn è il solito bello di turno, un bello che dal ruolo di cercatore di changeling diventa guardia del corpo della principessa, ipotetico amante della regina (così l'autrice ci fa credere per un po') e non so che altro. La regina Elora, a parte la sua incredibile freddezza (che viene ricordata in continuazione), non esprime la cattiveria che dovrebbe esprimere se non tramite qualche frase fatta che comunque non aiuta. Lo stesso vale per tutte le volte che altri personaggi tentano di far capire a Wendy che Elora non è gelida come sembra ma c'è molto altro in lei. Bene, se davvero c'è in tutto il libro io non l'ho visto, anzi non l'ho letto, pardon!

La trama è piatta, lo stile è elementare, e c'è pochissima azione. E' tutto un istruire Wendy su come sia il mondo dei Trylle ma, alla fine, non viene per nulla mostrato. Neanche al famoso ballo, a cui partecipa praticamente tutta la popolazione, viene descritto alcunché. Eppure dovrebbe suscitare tantissime emozioni, dovrebbe mettere Wendy un po' in soggezione essere circondata da tanti Trylle, che lei un giorno dovrà governare. Dovrebbe essere l'occasione per vedere che tipo di gente sia, in che cosa è incorsa, invece tutti i suoi commenti riguardano degli sconosciuti depravati con cui è costretta a ballare, mentre il suo pensiero fisso è sempre Finn, del quale, non si sa quando, si è innamorata.

Non dico altro anche perché sinceramente non c'è molto da dire. Switched è una lettura semplice, leggera, poco entusiasmante, in cui una ragazza scopre di essere la principessa di un popolo di troll e deve imparare come governarli, quando sarà il momento. Unico ostacolo a questo piano i Vittra, che rapiscono changeling per impedire che la stirpe dei Trylle possa essere forte e potente (o almeno, questo mi è sembrato di capire, dato che ai Vittra si  fa accenno ogni tanto e poi spuntano alla fine, causando un pandemonio).

E' un romanzo che non mi ha lasciato molto, anzi praticamente nulla. Speravo in ogni momento che potesse cambiare, che arrivasse il colpo di scena a rivoluzionare la monotonia di quelle pagine, ma nada de nada! Anche la descrizione delle scene non ha aiutato. Le parole non coinvolgono, sembra non abbiano nulla di personale, ma siano soltanto delle frasi fatte e i dialoghi sono davvero mediocri.

Non so se consigliare Switched. Se proprio me lo domandasse la mia più cara amica le direi di risparmiarsi i soldini e trovare qualcosa di più stimolante da fare, ma alla fine... il mondo è bello perché è vario.. Volete leggerlo? Leggetelo pure, ma poi non dite che una certa blogger non vi aveva avvertiti...
Penso che "Torn", il seguito, lo leggerò, anzi lo farò di sicuro, ma soltanto con la speranza che sia un romanzo più maturo di Switched e che ispiri meno sbadigli.


Voto: 6-/10

2 commenti:

  1. Neanche a me è piaciuto molto, ho trovato la protagonista odiosa e la storia per niente sviluppata!Con l'idea di base che l'autrice aveva, avrebbe potuto creare davvero un romanzo fantastico!

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    1. Sì, un'idea davvero originale quella del popolo di troll.. e anche la storia dei poteri secondo me è un po' ingarbugliata..peccato...Spero si riscatti con Torn..

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